Il tempo che riposa in silenzio

Fino a vent'anni fa il whisky giapponese era una curiosità per pochi. Oggi è uno dei più ricercati al mondo, tanto che alcune etichette storiche sono sparite dagli scaffali per mancanza di whisky invecchiato abbastanza, e dal 2021 il Giappone si è dato regole precise su cosa può chiamarsi "Japanese whisky".

Una delle ragioni del suo fascino è un legno: il mizunara (ミズナラ, letteralmente "quercia d'acqua"), una quercia giapponese che cresce lentissima. È difficile da lavorare e le botti perdono facilmente, ma dopo anni regala al whisky profumi di legno di sandalo e d'incenso, quasi da tempio.

Accanto ai grandi nomi storici, in questi anni sono nate tante piccole distillerie, spesso lontano dalle grandi città. Una ci ha colpito più delle altre, perché in pochissimo tempo ha già fatto parlare di sé.

A Yamagata, nel nord del Giappone, la Yuza Distillery è nata solo nel 2018 ed è già premiata nei concorsi internazionali. Usa l'acqua del Monte Chōkai, alambicchi di rame scozzesi e un clima che ricorda le Highlands. Le botti, di rovere americano, di sherry e di mizunara, riposano per anni in silenzio mentre il tempo fa il suo lavoro.

Avete mai assaggiato un whisky giapponese? Ce n'è uno che vi è rimasto in mente?

Domani: una parola giapponese per lo spazio tra le cose.